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Kant: Critica della ragion pura

  Immanuel Kant Nel suo capolavoro Critica della ragion pura, Kant affronta il problema della conoscenza e afferma che è necessario condurre un’analisi sui fondamenti della conoscenza . Lo scopo ha due obiettivi: da un lato si vuole verificare quali siano le condizioni di possibilità della scienza, dall’altro si intende capire se sia possibile una metafisica come scienza. Per questo motivo Kant analizza le proposizioni della scienza, cioè i giudizi. Secondo Kant, i giudizi si distinguono in tre tipologie: 1. Giudizi analitici : in questi giudizi il predicato esplicita solo il contenuto del soggetto. Sono dotati di universalità e necessità, ma non accrescono il sapere. 2. Giudizi sintetici a posteriori: in questi giudizi il predicato aggiunge novità al soggetto. Accrescono il sapere, ma sono particolari e contingenti. 3. Giudizi sintetici a priori : accrescono il sapere, come i giudizi sintetici, ma possiedono anche universalità e necessità, essendo a priori. Kant sostiene che ne...
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David Hume

  David Hume   David Hume, filosofo scozzese (1711-1776) sostiene che la fonte della conoscenza sia rappresentata dalle percezioni , le quali si dividono in impressioni e idee . Le impressioni sono percezioni immediate e vivide, mentre le idee sono immagini meno vivide, che derivano dalle impressioni. La memoria e l’immaginazione ci permettono di conservare le impressioni e di collegare tra loro le idee. Tuttavia, secondo Hume, la mente non è totalmente libera i n questo processo, perché segue il principio di associazione , che si basa su tre criteri fondamentali: somiglianza , contiguità (cioè vicinanza nel tempo o nello spazio) e causalità . Le idee complesse , che si formano attraverso queste associazioni, permettono di ottenere una conoscenza certa solo quando si basano su relazioni tra idee , mentre si parla di conoscenza probabile quando le idee derivano da relazioni tra dati di fatto . In entrambi i casi, è sempre implicato il principio di causalità , che però, pe...

Il signore delle mosche

  I ragazzini del film Il film racconta la storia di un gruppo di ragazzi inglesi che, per sfuggire alla guerra nucleare, vengono messi in salvo su un aereo. A causa di una tempesta, però, il velivolo precipita su un'isola deserta, lasciandoli soli senza adulti. I primi due sopravvissuti che incontriamo sono Ralph e Bombolo , che trovano una conchiglia e la usano per radunare gli altri ragazzi. Subito decidono di organizzarsi: Ralph viene eletto capo, mentre Jack guida un gruppo di cacciatori per procurare il cibo. Ben presto, però, nascono tensioni tra i due gruppi. Un ragazzino parla di una misteriosa "Bestia" che terrorizza tutti, mentre Simon, uno dei più sensibili, scopre che la creatura è in realtà solo il cadavere di un paracadutista mosso dal vento. Quando torna per avvisare gli altri, viene scambiato per il mostro e ucciso in un momento di isteria collettiva. La situazione degenera: Jack e i suoi diventano sempre più violenti, rubano gli occhiali di Bombolo e, ...

John Locke

  John Locke John Locke sostiene che nello stato di natura gli uomini godono di diritti naturali come la vita, la libertà e la proprietà . Tuttavia, in questa condizione manca una garanzia di legalità . Per superare questa situazione, gli uomini stipulano un contratto sociale, che implica due patti: il patto di unione, con cui gli individui si uniscono in una società civile , e il patto di sottomissione , attraverso il quale i cittadini si sottopongono a un’ autorità incaricata di tutelare i diritti naturali. Lo Stato, secondo Locke, si fonda sul consenso dei cittadini e deve governare in modo non arbitrario. Un principio essenziale è la separazione dei poteri legislativo ed esecutivo, con lo scopo di evitare il dispotismo. Locke distingue due ambiti fondamentali: quello politico e quello religioso. L’ambito politico ha la finalità di far rispettare le leggi e garantire i diritti , mentre l’ ambito religioso si occupa di soddisfare i bisogni spirituali . In quest’ultimo caso, ...

Hobbes

  Thomas Hobbes La prospettiva materialistica secondo Hobbes Thomas Hobbes è uno dei principali esponenti della prospettiva materialistica, secondo cui l’uomo è un essere puramente naturale e corporeo. Egli sostiene che ogni forma di conoscenza derivi esclusivamente dai sensi e si sviluppi attraverso tre livelli fondamentali: sensazione, immaginazione e intelletto . La sensazione è il risultato del movimento provocato dagli oggetti sugli organi di senso , i quali reagiscono generando un’immagine. L’ immaginazione consente di collegare e conservare nella memoria le immagini sensibili , mentre l’ intelletto associa a queste immagini i nomi e gli attributi definiti convenzionalmente attraverso il linguaggio. Il linguaggio, secondo Hobbes, ha due funzioni essenziali: 1. Memorizzazione, necessaria per trattenere e organizzare le informazioni. 2. Comunicazione, fondamentale per la trasmissione del sapere e l’interazione tra gli individui. Inoltre, il linguaggio permette la general...

Cartesio

Cartesio Il punto di partenza: il "Cogito" Cartesio inizia il suo percorso filosofico adottando il dubbio metodico, dubitando di tutto ciò che non è assolutamente certo. Tuttavia, attraverso questo metodo, trova una prima verità indubitabile: "Cogito, ergo sum" (Penso, dunque sono). Il fatto stesso di dubitare dimostra che esiste un soggetto pensante. Questa prima certezza è il fondamento da cui partire per costruire il sistema della conoscenza. Le idee e l'idea di Dio Una volta stabilita la certezza dell’esistenza del soggetto pensante, Cartesio analizza le idee , che costituiscono il contenuto del pensiero. Egli le distingue in tre categorie: Idee avventizie : derivano dall’esperienza sensibile. Idee fattizie : sono inventate dal soggetto. Idee innate : non provengono dall’esperienza né dall’immaginazione del soggetto, ma sono presenti nella mente in modo naturale. Tra le idee innate, Cartesio identifica quella di Dio come essere perfetto . Questa idea è ce...

Il cogito quale unica certezza indubitabile

  "Cogito ergo sum" Cit. Cartesio Cartesio, nella sua ricerca di una verità assoluta, decide di mettere in dubbio ogni cosa . Sospetta dei sensi, della memoria, del corpo e persino dell'esistenza del mondo esterno. Si spinge fino a immaginare l'ipotesi di un "genio maligno", un'entità che potrebbe ingannarlo su tutto, facendogli credere reale ciò che forse non lo è. Questo dubbio radicale lo conduce a un’apparente condizione di smarrimento: tutto sembra crollare, nulla appare certo . Eppure, nel cuore di questa incertezza, Cartesio scopre una verità innegabile. Anche se dubita di tutto, non può dubitare del fatto che sta dubitando . Il dubbio stesso è un atto del pensiero, e il pensiero implica necessariamente un soggetto pensante. Così giunge alla prima certezza assoluta: " Cogito ergo sum " ("Penso, dunque sono"), una verità che si afferma ogni volta che viene pensata o pronunciata. Ma cosa è questo "io"? Non un corpo, per...